Gocce di Tè – EP. 36 – Albino Ferri – 3 usi di botaniche IT in miscelazione
EP. 36 – Albino Ferri,
3 usi di botaniche italiane in miscelazione
Vi racconto da dove arrivano gli ingredienti delle mie miscele di tè.
Molte delle mie miscele nascono in Occidente, ma la base resta sempre il tè della Camellia sinensis, coltivato principalmente in Asia, in paesi come Cina, Giappone, India, Sri Lanka e Nepal. È da questa materia prima che parte ogni creazione: un punto fermo che permette poi di costruire equilibrio, struttura e identità.
Negli ultimi anni ho scelto di valorizzare sempre di più le botaniche italiane, integrandole nelle miscele per aggiungere complessità, freschezza e un legame diretto con il territorio. Ingredienti come le scorze di limone del Garda o le rose del Chianti non sono semplici aggiunte aromatiche, ma elementi di carattere che trasformano l’esperienza in tazza.
Le botaniche italiane svolgono tre funzioni principali nella miscelazione. Introducono innanzitutto una nota aromatica distintiva, capace di rendere immediatamente riconoscibile una miscela grazie a profumi freschi, agrumati o floreali che dialogano con la base del tè senza sovrastarla. Contribuiscono poi a definire l’equilibrio del profilo gustativo, modulando intensità, dolcezza o astringenza e rendendo l’infusione più armoniosa e piacevole. Infine, portano un forte valore narrativo e territoriale, perché ogni ingrediente racconta un luogo preciso e crea un ponte tra la tradizione del tè e le eccellenze botaniche italiane.
Il risultato è una miscelazione che non si limita al gusto, ma diventa racconto: un dialogo tra Oriente e Occidente, tra tradizione e innovazione, tra tè e territorio.
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