TEA TOUR EP7 - AGRITURISMO IL CERRETO
Nel nuovo episodio del Tea Tour, il Tea Master Albino Ferri ci accompagna in una tappa immersa nel cuore della Toscana, presso il BioAgriturismo Il Cerreto, a Pomarance, in provincia di Pisa. Qui incontra la chef Maria Probst, interprete sensibile e rigorosa di una cucina completamente vegetale, radicata nei principi della biodinamica e del rispetto per la terra.
Il luogo è suggestivo: una tenuta agricola che si estende su ettari di colline, dove ogni prodotto arriva dalla terra circostante e viene trasformato in cucina secondo logiche di stagionalità, autenticità e sostenibilità. Un contesto ideale per dare vita a un nuovo dialogo tra tè e gastronomia, alla base del progetto Tea Tour.
La protagonista del piatto pensato da Maria Probst è la cipolla coltivata in azienda, cotta intera in agrodolce con curcuma e servita su una crema montata di “latte blu” — un’emulsione a base di cocco, limone, zenzero, alga spirulina blu e malto di riso. Un piatto apparentemente semplice, ma stratificato nei sapori, che unisce sapidità, dolcezza, acidità e una struttura cremosa e avvolgente. Come dice Maria: «Facciamo piatti vegetariani… ma in modo che non te ne accorgi».
Per accompagnare questa creazione, Albino Ferri sceglie un infuso che non è un tè in senso stretto, ma una miscela di karkadè, anice e liquirizia. Il karkadè offre freschezza e una vibrante nota acida, perfetta per contrastare la parte grassa del piatto; l’anice aggiunge un tocco aromatico vivace e la liquirizia chiude con una dolcezza naturale e persistente. L’infuso, preparato a caldo e poi raffreddato con ghiaccio, si presenta come una bevanda estiva, rinfrescante ma profondamente legata alla materia prima.
«L’abbinamento funziona per contrasto e struttura», spiega Albino, «il piatto è morbido, complesso, e l’infuso pulisce il palato, lo rinfresca e lo prepara al boccone successivo. Un equilibrio che nasce dal rispetto reciproco tra piatto e bicchiere».
La cornice naturale del Cerreto amplifica la sensazione di armonia tra uomo, cucina e paesaggio. Le riprese ci conducono tra orti, viali alberati, scorci di campagna e la quiete della sala da pranzo: un ambiente dove il cibo racconta la terra, e il tè — o meglio, l’infuso — diventa veicolo di racconto gastronomico.
