Gocce di Tè – EP. 47 Alberto Lupini

EP. 47 – Alberto Lupini

Il tè come alternativa al vino nell’abbinamento cibo,

Sono a Bergamo, nella redazione di Italia a Tavola, .per parlare con il direttore Alberto Lupini. Affronto un tema che richiede una premessa: lo faccio in un paese tra i primi produttori di vino al mondo, che guarda spesso con diffidenza a qualsiasi alternativa sulla tavola.

Un dato di partenza: chi beve tè
La domanda che pongo a Lupini è diretta: come vede, da appassionato di vino, l’abbinamento tra tè e piatti gastronomici? La sua risposta parte dalla ristorazione, più che dal gusto personale. Introdurre il tè in carta significa diversificare l’offerta, non sostituire nulla. Un dato aiuta a inquadrare il tema: un abitante della terra su tre beve tè ogni giorno, e molti turisti che frequentano i ristoranti italiani arrivano da quei contesti. A questo si aggiunge una quota di italiani che evita gli alcolici e cerca un’alternativa con secoli di storia alle spalle, non un prodotto trattato chimicamente.

La varietà come strumento di abbinamento
È qui che entra in gioco la varietà: parliamo di oltre 5.000 tipologie di tè, quasi il doppio considerando tutte le declinazioni sul mercato. Questa ampiezza permette di lavorare sull’abbinamento come si fa con il vino, cercando integrazione o contrasto. Esistono tè dolci, acidi, sapidi, minerali: una tavolozza che consente combinazioni mirate con un piatto, non un’aggiunta generica al menù.

Il punto che porto a casa è semplice: il tè in abbinamento al cibo non è una tendenza, ma una risposta concreta a un’esigenza di mercato. Per un ristorante significa offrire un’alternativa solida a chi, non bevendo vino, sceglierebbe altrimenti un prodotto di qualità inferiore. Per chi lavora sul prodotto, come faccio io, significa avere una materia prima capace di dialogare con la cucina con la stessa serietà del vino.

Ci vediamo alla prossima puntata di Gocce di Tè.