Gocce di Tè EP. 49 – Gabriella Lombardi.
EP.49 – Gabriella Lombardi, “latte o limone?”
Nel quarantanovesimo episodio riparto da una domanda che sento fare spesso: quando chiedo un tè, la risposta del cameriere è quasi sempre “latte o limone?”. Con me c’è Gabriella Lombardi, tea sommelier di fama internazionale, con cui analizzo perché questa domanda non funzioni.
Il segnale di un servizio non curato
Gabriella è diretta: quando sente questa domanda, la legge come un segnale immediato di scarsa competenza sul prodotto. Da lì derivano una serie di conseguenze: suggerimenti generici, un servizio anonimo che non distingue tra famiglie di tè diverse, ognuna con esigenze proprie. A questo si aggiungono dettagli operativi che peggiorano la percezione: temperature gestite a caso, limone lasciato in tazza, teiere portate con acqua già bollente. Trattare tutte le tipologie di tè allo stesso modo equivale, nel vino, a servire un rosso strutturato e una bollicina nello stesso bicchiere.
La coerenza con il resto dell’offerta
Il punto centrale è la coerenza del posizionamento. Un locale che ha investito su cucina e ambiente crea una discrepanza se affida il tè a una domanda standardizzata, e l’ospite la percepisce. Il servizio del tè diventa così l’anello debole di un’offerta altrimenti curata.
La conversazione con Gabriella riporta a un principio valido per qualsiasi prodotto servito in sala: la cura del dettaglio non è opzionale. Sostituire “latte o limone?” con un servizio che distingua tra famiglie di tè è un primo passo concreto per non disperdere il valore costruito altrove nel locale.
