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Che cos’è il tè Pu Erh?

Il tè Pu-Erh è detto anche “post-fermentato”, significa che la sua fermentazione continua nel tempo.

Le lavorazioni di questo particolare tè sono lunghe e complesse, ancora oggi svolte in modo manuale proprio per garantire l’ottima qualità che contraddistingue i tè Pu erh.

Proviene dalla Cina più precisamente dalla regione dello Yunnan, le popolazioni locali da sempre lo utilizzano come tè da pasto in quanto sembra che riesca, con le sue proprietà, a regolare il metabolismo, inoltre aiuta l’organismo a ridurre l’assorbimento dei grassi.

Come un buon vino d’annata, il tè Pu erh deve essere conservato in luoghi con umidità e temperatura costanti, al riparo dalla luce e dalle correnti d’aria. Questo è l’unico tipo di tè che migliora con il passare del tempo, è per questo che non troveremo mai la data di scadenza sulle confezioni di tè Pu Erh. Nel corso degli anni le preziose foglie si arricchiranno di aromi sempre più complessi e, sempre di più donerà sensazioni gustative evolute e particolari.

Possiamo trovare tè Pu Erh in diversi formati: come i tè classici con le foglie sfuse, oppure pressati in panetti di varie forme e dimensioni. In Cina i tè più vecchi e di particolare pregio vengono battuti all’asta con prezzi a dir poco esorbitanti, acquistati soprattutto da collezionisti ed estimatori.

La frutta disidratata

Perchè la frutta disidratata?

E’ ovvio che la frutta disidratata non può essere un’alternativa alla frutta fresca, indispensabile  e insostituibile in un’alimentazione sana e bilanciata. Tuttavia siamo convinti che le proprietà della frutta disidratata che equivalgono a quelle della frutta fresca, ne facciano un alimento prezioso e ricercato.

La disidratazione della frutta che consiste nella sua asciugatura, togliendo quindi la parte acquosa mediante essiccazione, permette una più lunga conservazione della stessa. Tutto ciò consente di poter ritrovare nella stagione fredda i sapori e i profumi dell’estate con i suoi tipici frutti, il tutto in una versione più concentrata, gustosa e saporita.

Ottima se consumata così, da sola come pratico snack, in grado di regalare una sana sferzata d’energia quando il corpo è affaticato e ne ha bisogno, la frutta disidratata è perfetta anche da utilizzare come ingrediente di cucina per la preparazione di piatti ricercati, sia dolci che salati.

A proposito di pepe…….

Pepe bianco affumicato al legno di ciliegio

Il pepe bianco, delicato e meno aggressivo rispetto al pepe nero, in questa versione vi stupirà e vi sorprenderà piacevolmente.

Viene lentamente affumicato con il pregiato legno di ciliegio, così facendo l’aromaticità del pepe si esalta in modo esponenziale e si arricchisce del tipico aroma che contraddistingue tutti i prodotti trattati con questo metodo.

Piatti delicati si arricchiranno della sua nota gustativa particolare e diverranno preziosi e indimenticabili. Nelle preparazioni più elaborate, contribuirà ad esaltare i sapori con la sua inconfondibile nota affumicata.

Pepe bianco affumicato al legno di ciliegio

 

Il pepe bianco, delicato e meno aggressivo rispetto al pepe nero, in questa versione vi stupirà e vi sorprenderà piacevolmente.

Viene lentamente affumicato con il pregiato legno di ciliegio, così facendo l’aromaticità del pepe si esalta in modo esponenziale e si arricchisce del tipico aroma che contraddistingue tutti i prodotti trattati con questo metodo.

Piatti delicati si arricchiranno della sua nota gustativa particolare e diverranno preziosi e indimenticabili. Nelle preparazioni più elaborate, contribuirà ad esaltare i sapori con la sua inconfondibile nota affumicata.

Il pepe di Szechuan

Il PEPE SZECHUAN

è una bacca di colore rosso prodotta da una pianta il cui nome scientifico è Zanthoxylum Piperitum, essa appartenente alla famiglia delle Rutacee ed è originaria della Cina, più precisamente proviene dalla regione del Szechuan.

Queste bacche vengono comunemente chiamate “Pepe” (pur non essendoci nessuna correlazione tra le due piante) in quanto possiedono un’aromaticità simile ad esso, anche se il loro gusto molto fresco è arricchito da una particolare nota che ricorda il limone.

In cucina il Pepe di Szechuan è ideale per profumare gli asparagi selvatici, le carni di vitello e i piatti a base di pesce, le moderne tendenze culinarie tuttavia lo vedono ottimo protagonista nei dolci, nelle mousse al cioccolato e nei sorbetti di frutti tropicali.

Vaniglia – Bella, Buona e Brava

BELLA:

Per il fiore dell’orchidea che la produce. La vaniglia infatti è il frutto di una particolare orchidea che cresce in lontane isole tropicali con un clima caldo e umido. Per ammirare questo magnifco fiore però ci dovremmo svegliare il mattino molto presto, la vanilla planifolia questo è il suo nome scientifco, fiorisce infatti solo per poche ore all’alba. Per riuscire ad avere il frutto della vaniglia, mani esperte devono effettuare l’impollinazione manuale di questi fori, è una tecnica molto antica che segue regole elaborate fin dal lontano 1841 e usata ancora oggi. 

BUONA:

Per il gusto così raffinato e particolare che la contraddistingue. Chi prova infatti ad usarla ne rimane estasiato e non ne potrà più fare a meno. Se proveremo ad utilizzarla per aromatizzare pietanze che spesso erroneamente pensiamo non adatte da accostare al gusto della vaniglia, sicuramente ci dovremo ricredere, infatti questo soave aroma non è più un’esclusiva per i dolci e i gelati, ma viene egregiamente usato per rendere perfetti piatti di qualsiasi tipo, dall’antipasto al dopo cena. 

BRAVA:

Per le sue molteplici proprietà. Non a caso gli antichi Aztechi, i primi a scoprirla, utilizzavano la vaniglia per scopi medicinali. Oggi, i suoi effetti benefici sono ben noti, infatti agisce su stomaco e organismo, regolarizza le funzioni intestinali, antisettico, è un buon antidepressivo e pare, effcace afrodisiaco, la vaniglia viene chiamata infatti l’aroma dell’amore. 

ALCUNE FASI DELLA LAVORAZIONE:

1. IMPOLLINAZIONE:

Effettuata manualmente, seguendo un antico metodo elaborato nel lontano 1841 dal giovane schiavo Edmond Albius

2. GERMINAZIONE:

Inizia dopo 24 ore dalla fecondazione e in 4-6 settimane il baccello raggiunge una lunghezza che varia dai 10 ai 20 cm. La maturazione avverrà dopo 7-8 mesi.

3. FERMENTAZIONE:

Procedura laboriosa che si articola in varie fasi: dall’immersione dei baccelli in acqua calda, alla loro asciugatura in scatole rivestite di lana.

4. ESSICAZIONE:

I baccelli vanno prima stesi al sole per qualche ora, poi vanno messi ad essiccare per 2-3 mesi in stanze ben ventilate.

BELLA:

Per il fiore dell’orchidea che la produce. La vaniglia infatti è il frutto di una particolare orchidea che cresce in lontane isole tropicali con un clima caldo e umido. Per ammirare questo magnifco fiore però ci dovremmo svegliare il mattino molto presto, la vanilla planifolia questo è il suo nome scientifco, fiorisce infatti solo per poche ore all’alba. Per riuscire ad avere il frutto della vaniglia, mani esperte devono effettuare l’impollinazione manuale di questi fori, è una tecnica molto antica che segue regole elaborate fin dal lontano 1841 e usata ancora oggi. 

BUONA:

Per il gusto così raffinato e particolare che la contraddistingue. Chi prova infatti ad usarla ne rimane estasiato e non ne potrà più fare a meno. Se proveremo ad utilizzarla per aromatizzare pietanze che spesso erroneamente pensiamo non adatte da accostare al gusto della vaniglia, sicuramente ci dovremo ricredere, infatti questo soave aroma non è più un’esclusiva per i dolci e i gelati, ma viene egregiamente usato per rendere perfetti piatti di qualsiasi tipo, dall’antipasto al dopo cena. 

BRAVA:

Per le sue molteplici proprietà. Non a caso gli antichi Aztechi, i primi a scoprirla, utilizzavano la vaniglia per scopi medicinali. Oggi, i suoi effetti benefici sono ben noti, infatti agisce su stomaco e organismo, regolarizza le funzioni intestinali, antisettico, è un buon antidepressivo e pare, effcace afrodisiaco, la vaniglia viene chiamata infatti l’aroma dell’amore. 

ALCUNE FASI DELLA LAVORAZIONE:

1. IMPOLLINAZIONE: 

Effettuata manualmente, seguendo un antico metodo elaborato nel lontano 1841 dal giovane schiavo Edmond Albius

2. GERMINAZIONE:

Inizia dopo 24 ore dalla fecondazione e in 4-6 settimane il baccello raggiunge una lunghezza che varia dai 10 ai 20 cm. La maturazione avverrà dopo 7-8 mesi.

3. FERMENTAZIONE:

Procedura laboriosa che si articola in varie fasi: dall’immersione dei baccelli in acqua calda, alla loro asciugatura in scatole rivestite di lana.

4. ESSICAZIONE:

I baccelli vanno prima stesi al sole per qualche ora, poi vanno messi ad essiccare per 2-3 mesi in stanze ben ventilate.

 

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